Sul quotidiano, la violenza, la necessità. (parte 1)

In una situazione basica, di sopravvivenza, possiamo considerare necessario ciò che contribuisce a mantenerci in vita, come mangiare e dormire, cioè : un posto dove stare e dormire e anche le risorse materiali o economiche necessarie per comprare il cibo, pagare i costi dell'elettricità, dell'acqua, delle tasse comunali, dell'affitto, del trasporto e altre spese necessarie per mantenere il nostro standard de vita nella normalità;  Dobbiamo concordare che senza queste risorse la nostra vita sarebbe in pericolo.

Ma, non tutti hanno le condizioni o l'accesso alle risorse necessarie per mantenere la propria casa, comprare cibo o pagare le bollette; è qui che entrano in gioco alcuni meccanismi sociali per aiutare: case popolari, credito bancario, carte di credito, cucine popolari, distribuzione di genere alimentari, bonus per il pagamento di bollette, ecc. 

Purtroppo, questi aiuti non sono eterni e a un certo punto i debiti devono essere saldati;

In genere la persona non è sola e ha una famiglia, e ci troviamo davanti alle carenze di tutto un gruppo umano, che richiede maggiori risorse per essere soddisfatto.  Se questa situazione non viene risolta in un determinato periodo di tempo, se i bisogni di base non vengono soddisfatti, quella persona o quella famiglia si troverà per strada in condizioni di indigenza.  

In queste situazioni di sopravvivenza vediamo che oltre a quello che chiamiamo necessità, ci sia qualcosa che chiameremo urgenza.

Da questa urgenza, nasce un registro, una sensazione di angoscia per il futuro incerto, di vuoto esistenziale, di stress. E queste sensazione, prima o poi, le esperimentiamo tutti.

Per prevenire questa situazione per paura di perdere o non ottenere ciò di cui abbiamo bisogno, cerchiamo di anticipare la mancanza di risorse che immaginiamo possa verificarsi in futuro, e cosi, accumuliamo risorse, oggetti, denaro, come per rispondere alle contingenze che si presenteranno. 

Questa paura, genera un atteggiamento che possiamo chiamare possesso;
El possesso diventa un comportamento, un atteggiamento ripetitivo, che se manifesta su tutti gli oggetti che ci circondano: si deve possedere non solo oggetti materiali come cose o denaro, ma anche esseri animati come le piante e gli animali fino a raggiungere il massimo del possesso: le persone... mia moglie, mio figlio, mia mamma, i miei dipendenti...tutti cominciano a essere oggetti che accumulo nel deposito della mia memoria.

E quando il desiderio di possedere si allarga, la nostra attività nel mondo diventa più intensa: lavoriamo più ore, impieghiamo più tempo a pensare come ottenere più risorse, creiamo reti di relazioni per controllare certa persona o un gruppo, e molte volte, per raggiungere l'obiettivo, commettiamo qualche violenza che danneggia l'altro o gli altri. Ma sempre riusciamo a giustificarla, perché il fine giustifica i mezzi.

Con questo comportamento, la frustrazione aumenta, il desiderio aumenta, la paura di perde tutto aumenta e questo genera più violenza... e di nuovo più frustrazione ecc... un ciclo che non finisce mai.

Questi comportamenti violenti hanno sempre avuto nella società e nella storia il loro contenimento, i loro limiti, le loro regole, le loro norme; a volte attraverso precetti o leggi morali, religiose, etiche o giuridiche; E tutto andava apparentemente bene, fino a quando una certa mentalità chiamata capitalismo ha cominciato a inculcare nella testa delle persone, l'idea che ognuno di noi è un essere speciale, indipendente, tenace, capace di raggiungere l'impossibile attraverso lo sforzo, il lavoro, l'astuzia; è iniziata l'era di: Io contro il mondo, Io c'è la faccio da solo! 

E cosi, davanti a un mondo che promette felicità e miracoli, troviamo un essere umano frustrato, a volte violento, isolato, senza futuro.
Bene, questa chiacchiera continuerà nella parte 2. A presto. E che l'universo vi porte pace, forza e allegria.

P.S. Il documento completo in PDF lo travate in: https://docs.google.com/document/d/1lzc4VVevDWaU8QZzbvCI1BGTKupg7fNB_kCf1SYWSk0/edit?usp=sharing


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